Cos'è l' Aikido

L'Aikido, non è solo una raffinatissima arte marziale, la sua natura artistica permette a chi la pratica di sviluppare anche armonia e bellezza attraverso il movimento. Nutre e purifica il corpo, porta salute e un contatto profondo con noi stessi, allevia le paure che bloccano il naturale scorrere delle energie, sviluppa l'interiore senso di sicurezza e d'attenzione. Appare a prima vista come un metodo altamente dinamico, rotatorio e ricco di possibilità strategiche. È un sistema per difendersi da un numero vastissimo di attacchi, derivato da una sintesi intelligente e sistematica delle antiche arti del guerriero nipponico, un tempo note sotto il nome comprensivo di Bujutsu.
Questo metodo di difesa, offre innumerevoli tecniche per neutralizzare attacchi lanciati da uno o più avversari.
L' Aikido si basa su strategie e tecniche fondamentali che facilitano il raggiungimento di quella spontaneità e naturalezza spesso spettacolare che per giunta, è accessibile a persone di ogni età e di entrambi i sessi.

A cosa serve, i benefici

L’Aikido si rivela anche come un metodo per rafforzare il corpo e la mente, come mezzo funzionale per fondere le loro rispettive energie in maniera unitaria e coordinata al fine di sviluppare una personalità equilibrata ed integra,
(questo è l’aspetto che interessa maggiormente molte persone che procedono oltre la dimensione marziale
di quest’Arte).
Il nome stesso, infatti, significa: la via o metodo (Do) per il coordinamento, la fusione o armonia (Ai) dell’energia vitale (Ki).
Questa pratica quindi, è adatta a tutte le persone di ogni età e sesso, che svilupperanno attraverso di essa un riequilibrio psicofisico totale.

La progressione di studio


Lo studio e la pratica costante delle tecniche fondamentali dell'Aikido vengono ulteriormente approfonditi e perfezionati da esercizi sempre più raffinati.
Attraverso esami di gradi Kyu se ne verifica l'apprendimento corretto, e con gli esami di livello Dan la preparazione marziale, l'equilibrio psicofisico, la tranquillità interiore e la risposta spontanea.
Lo studio delle armi tradizionali sia con avversario che da soli, con il Jo (bastone da 130 cm) con il Bokken
(spada di legno), con il Tanto (pugnale di legno), ne completano l'apprendimento.

Le armi utilizzate

 

Sole pomeridiano - mosca sul tatami, ombra che cammina - compagno di pratica

 

 
Il nostro Dojo

Il Fondatore

Coltivó intensamente durante la sua giovinezza lo studio di ogni arte marziale cui avesse l'opportunità di avvicinarsi.
Nel 1912 accettó di trasferirsi nella fredda e nordica isola di Hokkaido, per contribuire alla fondazione di una colonia. Qui incontró una guida stabile: il maestro Sokaku Takeda, caposcuola dell'antico stile Takeda Ryu, conosciuto anche come Daito-ryu Aikijujutsu.
Fu intorno al 1920 che dovette abbandonare l’Hokkaido per la morte del padre; conobbe lungo il viaggio Onisaburo Deguchi, fondatore della setta Omoto Kyo, che ne influenzó grandemente il cammino spirituale.
Il suo cammino marziale inizió a distaccarsi progressivamente da quello del maestro Takeda. Risale al 1925 l'episodio che gli fece prendre coscienza di questa sua intima necessità. La sua fama aveva intanto cominciato a diffondersi; gli venne proposto di trasferirisi a Tokyo per insegnare e vi si trasferí nel 1927. La sua nuova arte venne conosciuta col nome di Ueshiba Ryu.
A partire dagli anni 40 venne ufficialmente adottato il nome di Aikido, ma gli eventi bellici ne frenarono l'espansione. Ueshiba Morihei si trasferí ad Iwama, dove si dedicó alla ricerca personale ed al lavoro nei campi, attorniato da un pugno di allievi. Dopo un difficile periodo di stasi postbellica, l'attività a Tokyo riprese e vi fece gradualmente ritorno. Il suo insegnamento cominció a diffondersi dapprima in Giappone e poi nel mondo intero, portatovi dai suoi migliori discepoli. Ueshiba Morihei continuó incessamente fino alla piú tarda età il suo percorso personale e la sua opera di insegnamento.

I nostri referenti tecnici

 

Il corso è aperto a tutte quelle persone di qualsiasi età che cercano una pratica che sia mirata a trovare nel proprio intimo un incontro pacificante e profondo di sé, per trovare luoghi che oggi tutti cercano ma non sanno più dove trovare.