Viaggio in Giappone
Grande ritorno e dimostrazioni di Hoki Ryu...

 

Usciamo da Ryoanji e ne costeggiamo il perimetro,


sino ad incontrare uno steccato come si deve in stile Svizzera.

Passiamo la casetta degli attrezzi da giardinaggio,

per cominciare ad osservare il lavoro dei giardinieri.

Un melo da fiore, in fiore (sembra una frase fatta).


Ci inoltriamo in un boschetto e sembra che la neve sia caduta, peccato che ci sono 30 gradi, un caldo da schiattare.


Ma è proprio neve, un fatto strano.


Che poesia!

Ecco che cos'era la neve!

Non possiamo che farci un autoscatto, petali tra i petali!

E leggiadri come Sakura ci apprestiamo a consumare un pasto

sotto al pergolato un po' rustico.

Un'ultima immagine di impagabile leggiadria.

Sulla strada che ci porta al Kinkakuji lo vediamo e ci diciamo: "Pensate che sia vero? Nooo! è una imitazione ridotta del mitico furgone Wolkswagen, e ci beviamo un caffè che producono con l'olio usato del furgone!


L'entrata del Kinkakuji


Eccolo, il padiglione d'oro tanto decantato da Yukio Mishima!


Diventato un tempio dopo la morte dello Shogun Ashikaga Yoshimitsu, del quale il padiglione ne divenne la residenza, e tempio dopo la sua morte 1408.


Il meraviglioso lago con isole.


E come se la passavano a quell'epoca?

Questa è l'epoca odierna


I padiglioni interni.


Meravigliosi alberi addestrati, notare i supporti!

Secchi che usano i monaci?


Una vista romantica


La salita per il padiglione del te.

Il padiglione del te del 13° secolo



La parte a destra è la più interna dove sedeva il signore.


Frotte di studenti a studiare le loro bellezze, strano non vedere una scritta sul muro così bianco, esportiamogli un pò di writers!


Lo stemma della famiglia Toyotomi a rifinire le tegole.

Alberi secolari ci guardano


Siccome parlavamo di te ce ne concediamo uno freddo visto il caldo!


Tipico Mon Shinto Il nome è: Mitsudomoe, a rifinitura del complesso.

Ritorniamo ai giorni nostri, incontriamo due Punk inclinazione Samurai (vedi la scatola di uno Iaito)


Cammina e cammina arriviamo davanti al negozio Tozando. Per i navigatori web alla ricerca di oggetti marziali è uno dei siti di riferimento.

Non possiamo resistere ed entriamo, daremo fondo alle carte di credito con i nostri acquisti!

Al piano di sopra che si accede con delle scale ma senza scarpe troviamo tutto quello che non avremmo mai pensato...

Armature fatte oggi, ma anche spade antiche, nuove sui 5000€ ovviamente fatte oggi, Tanto, Wakizashi ecc.

dal negozio al piano di sotto c'è un giardinetto dove una fila di pietre ci porta la vista...


Ad un quadrato dove poter provare gli iaito vari, gli americani erano tutti fuori a provare, noi ci siamo messi in coda per le foto.


Sera, stanchi morti, consigliati dal nostro Hotel ci infiliamo in questo ristorante di Sushi, prezzo medio.


La signora ci riconosce subito, Italiano. "Si, Yes, Hai! -
Io stata ItaRia!

E iniziamo la manovra tipica degli italiani all'estero: i simpaticoni!
Ci riempiono si tutto, un ben diddio, e siccone ci siamo messi al bancone per vedere cosa fanno, appunto osserviamo...


la cucina e i cuochi.


osservate con che accuratezza preparano le portate.

Il nostro piatto di Sushi-Special


La presa delle bacchette come non l' avete mai vista


Zuppa n°1 Misoshiro

Zuppa n°2 Chipuòdirlo


Ordiniamo: " Sumimasen, Chutoro Hitotsu - Hai!"


Ammazzalo quanto è BBBbbuono! Da re-sushi-tare i cosiddetti morti.


Max non cela fa più a stare seduto ed inizia a inseguire la cameriera.


Il cuoco in questione è specializzato a srotolare queste carote di Daikon (rape bianche) per poi farne dei foglietti sottili, tagliarli a fiammifero e renderli irriconoscibili. Non sa di nulla il Daikon, si riconosce da questo.


Foto finale con saluto dei cuochi e offerta di gelato al Sakura.

La mattina dopo ci avviamo tramite taxi che costa poco alla stazione. Andiamo a Nara!

La Stazione vista di giorno è impressionante.

Dentro è atterrato un disco volante.

Sulla Via di Nara
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